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Mercoledì 25/8/2010


 Aeroporto di Comiso Interviene l'on. Ammatuna

"Ho sempre sostenuto che la soluzione dei problemi legati alla carenza infrastrutturale della provincia di Ragusa non può che passare attraverso un intervento sinergico di tutto il territorio. Per questo motivo ho chiesto, a più riprese, al presidente della Provincia l'istituzione di un tavolo tecnico". L'on. Roberto Ammatuna (Pd) interviene così sulla questione relativa all'aeroporto di Comiso. Secondo Ammatuna il tavolo tecnico potrebbe servire a monitorare, con attenzione costante, i percorsi burocratici necessari al completamento delle opere infrastrutturali fondamentali al decollo economico del territorio. "Qualora l'ente comprensoriale non fosse in grado di istituirlo continua Ammatuna -, condivido la proposta che sia la Camera di Commercio l'organo che coordini l'attività di questo tavolo. Un tavolo che deve avere una visione complessiva del problema, che si occupi dell'intero sistema dei collegamenti: dall'aeroporto di Comiso all'autostrada Siracusa-Gela, dal porto di Pozzallo ai collegamenti ferroviari - continua l'esponente del Pd -. La provincia di Ragusa, buona ultima in Italia nella classifica delle dotazioni infrastrutturali, non può più perdere altro tempo. E' il momento di abbandonare le appartenenze, le divisioni, gli steccati per lavorare insieme ed ottenere risultati".



 Edilizia e impiantistica scolastica Barrera (Pd) sollecita l'amministrazione comunale

Più volte il consigliere comunale del Pd Nino Barrera ha sottolineato l'esigenza di affrontare in modo radicale i problemi relativi alla sicurezza, alle certificazioni e alla qualificazione degli edifici scolastici di proprietà del Comune di Ragusa, ai fini dell'adeguamento alle norme vigenti che garantiscono agli alunni e agli operatori scolastici un livello adeguato degli ambienti. Secondo Barrera i mutui accesi dall'amministrazione comunale sono insufficienti a garantire standard adeguati e molti problemi, fra cui quello di una riorganizzazione della rete scolastica, rimarrebbero ancora irrisolti. Secondo l'esponente del Pd, occorrerebbero modalità innovative per accedere ai finanziamenti Pon e Poin. "Ciascuna scuola - afferma Barrera - entro il 31 ottobre, con il supporto tecnico del Comune, potrebbe presentare un progetto di miglioramento dell'edilizia e degli ambienti scolastici di 350.000 euro per il Pon o da 750.000 fino a 2.000.000 di euro per progetti relativi alle fonti di energia continua il consigliere comunale del Pd -. Occorre non perdere l'occasione e favorire un processo di miglioramento strutturale che non può essere affrontato con le sole energie e risorse disponibili nei singoli istituti, ma che non può essere sprecato da un ente locale che potrebbe migliorare i propri edifici in termini di adeguamento delle strutture scolastiche; accessibilità della scuola a tutti; accoglienza e sicurezza della scuola; interventi per il risparmio energetico e per l'ecosostenibilità degli edifici. Con la conseguente possibilità - sostiene Barrera - di immettere nel mercato del lavoro qualche milione di euro".



 LA CGIL CONTRO LA COOP RINASCITA

La segreteria provinciale della Flai Cgil si schiera contro le decisioni assunte dal vertice della Cooperativa Rinascita di Vittoria che avrebbe deciso un provvedimento disciplinare nei confronti di Raffaele Miccichè, dipendente perito agronomo fatto oggetto a suo tempo di minacce e intimidazioni tramite lettere anonime, decidendo una sospensione dal lavoro. Nella presa di posizione della segreteria provinciale della Flai Cgil si legge: "Dopo le intimidazioni criminali con le lettere anonime e le minacce di ritorsioni, anche nei confronti delle famiglie, ora è arrivata a Raffaele Miccichè, perito agronomo della Cooperativa Rinascita, anche la rappresaglia della presidenza della Cooperativa Rinascita. Si tratta di una "feroce" contestazione disciplinare, con annessa sospensione dal lavoro "in via cautelare". In tale contestazione si ripercorrono fatti di due mesi fa, in ordine alle vicende del rinnovo degli organi sociali e a presunti fatti denigratori nei confronti dei dirigenti della Cooperativa - continua la nota della Cgil - e si coglie ora il momento propizio per i provvedimenti autoritari già avviati e ciò nonostante le discussioni sindacali intercorse e gli annunci di volontà di rasserenare la situazione e stemperare gli animi nel bene e nell'interesse della Cooperativa. Così, con questo provvedimento, le attestazioni di solidarietà rilasciate dal presidente della Cooperativa "agli onesti lavoratori" oggetto delle vigliacche intimidazioni, assumono il sapore della beffa e della peggiore ipocrisia - dichiara la Cgil -. Si tratta di un comportamento che non fa onore a questo presidente e all'intero gruppo dirigente e che la Flai Cgil di Ragusa denuncia pubblicamente. A questo punto ci pare ancora più necessario che sul modo di dirigere questa struttura si faccia piena chiarezza e rigore, per difendere il futuro e la prospettiva di una azienda che, non solo, è stata un vanto dell'intero movimento cooperativo ma rappresenta, ancora oggi, una presenza fondamentale in una realtà di grande importanza per il mondo agricolo ragusano e siciliano", conclude la Flai Cgil.



 Festival del Cinema di Venezia UN PO' DI RAGUSA NEL FILM I BACI MAI DATI

Vi è un po' di Ragusa e della sua provincia nel film di Roberta Torre "I baci mai dati", in concorso alla 67esima edizione del Festival del Cinema di Venezia. Il lungometraggio diretto dalla Torre (celebre per la regia di Tano da morire e Mare nero), è stato girato in Sicilia tra Catania e Ragusa e narra la storia di una ragazzina di 13 anni che, per scacciare la noia, s'inventa e diffonde l'idea che riesca a far miracoli. In tanti iniziano a crederci e la madre della ragazza tenta anche di lucrare sulla credulità della gente. La ragazzina, però, non riesce a reggere a lungo il peso dell'imbroglio, vorrebbe dire a tutti la verità, ma il miracolo avviene davvero. Fra gli attori vi sono Donatella Finocchiaro, Pino Micol, Giuseppe Fiorello, Carla Marchese, Valentina Giordanella, Martina Galletta, Alessio Vassallo.



 QUESTO MARE E' IL NOSTRO MARE

"L'aumento del prezzo del costo del barile di petrolio ha determinato nei mari del nostro Paese, complice la relativa semplicità delle procedure e l'esclusione delle comunità locali dalla partecipazione ai procedimenti autorizzativi, il proliferare esponenziale delle istanze volte all'esplorazione ed allo sfruttamento dei pur esigui giacimenti dell'oro nero". Legambiente interviene dicendo la sua sullo sfruttamento delle risorse petrolifere dei giacimenti sottomarini. "Dalle piattaforme marine d'estrazione si ricavano ogni anno poco più di mezzo milione di tonnellate di petrolio - continua l'associazione ambientalista -, di cui circa 200mila tonnellate dalle 4 trivelle poste nel mare davanti a Ragusa e a Gela. E' un quantitativo risibile, circa il 12% di tutto il petrolio estratto per terra e per mare in Italia, ma solo lo 0,6% dei quasi 80 milioni di tonnellate consumati nel nostro Paese. Un quantitativo irrilevante dal punto di vista del suo possibile contributo all'indipendenza energetica del Paese - continua Legambiente - ma evidentemente molto remunerativo, con il barile ad oltre 70 dollari, per le compagnie petrolifere che puntano a esasperare lo sfruttamento dei giacimenti dando un'ulteriore e rapida strizzata a ciò che resta nei pozzi (vedi incremento estrazioni dai pozzi siciliani: + 130% nei primi due mesi del 2010 ed altri certamente se ne verificheranno con la ripresa a pieno regime del campo pozzi Vega della Edison dopo la sostituzione della nave-deposito). E, mentre la Shell - continua l'associazione in difesa dell'ambiente - dice di aver trovato un nuovo Texas e si prepara a trivellare i fondali nell'area delle Egadi a caccia di 150.000 barili al giorno a profondità anche di 5.000 metri, è ormai partita la nuova corsa all'oro nero di Sicilia con 12 permessi di ricerca già rilasciati (il 50% del totale di 24 concessi dal Ministro per l'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare di concerto con il Ministro per i Beni Culturali) e diverse decine di nuove richieste in stand-by, stoppate dalle proteste che si sono levate in questi mesi. E' la Sicilia - commenta Legambiente - l'area su cui si stanno concentrando i maggiori appetiti senza che la Regione ed il suo governo abbiano avviato una riflessione sugli impatti ambientali, sui rischi e sugli effetti che trivellazioni e coltivazione dei pozzi marini avranno sul "mare territoriale siciliano", sulle coste, sulla pesca, sui trasporti marittimi, sulle aree marine protette, sul turismo e sulle altre attività industriali ed economiche dell'isola. Dopo le proteste delle comunità locali - continua Legambiente - e delle associazioni ambientaliste, il governo italiano annuncia ora provvedimenti per sottoporre a VIA anche le attività di ricerca e per vietare prospezioni ed estrazioni nella fascia entro le 5 miglia dalla costa e 12 miglia dalle aree marine o di costa protette. Misure che sono però insufficienti a riportare i rischi e gli impatti entro un quadro di accettabilità - secondo l'associazione - commisurato alle risorse ed ai mezzi esistenti per sorvegliare e gestire adeguatamente questi aspetti. Una legge "fotografia" che lascia le cose come sono e non disturba le compagnie petrolifere che potranno continuare indisturbate ad estrarre dove sono già ed a trivellare un po' più in là. Sulla dimensione del rischio gioverà ricordare quanto Legambiente da tempo rappresenta: l'incidente dello scorso 20 aprile della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon nel Golfo del Messico ha prodotto una "macchia nera" larga quanto l'area che va dal Gargano a Trieste. In Italia, pure con tutta la buona volontà ed i grandi mezzi della Protezione Civile, sarebbe impossibile affrontare un tale disastro. Ma non solo: le coste del nostro Paese - continua Legambiente - sono storia, cultura, economia, sapori, bellezza di straordinaria unicità ed importanza, ma anche fragilità, che non si disinquina e ripristina subito e senza danno. Sul piano dei rischi bisogna ricordare con la dovuta fermezza ed insistenza che il nostro Paese, come gli altri che si affacciano sul Mediterraneo, e pure nell'Atlantico teatro delle sciagure dell'Erika e della Prestige, non dispone di sistemi idonei a fronteggiare e gestire catastrofi come lo sversamento di idrocarburi da una nave petroliera che si spezzi in due tronconi o il collasso di una piattaforma petrolifera con la fuoriuscita del greggio dal pozzo - continua l'associazione ambientalista -. Non ci sono i mezzi marittimi, che non sono e non bastano certo i rimorchiatori in servizio antinquinamento che posizionano panne galleggianti, per contrastare l'avanzata della marea nera, non ci sono i piani di emergenza da attuare perché mai si pensa che potrà accadere un tale incidente, non ci sono sufficienti persone addestrate (sui mezzi navali ed anche a terra) per rendere operativo un piano che salvaguardi vite umane, mare, coste, flora e fauna marina - conclude Legambiente -. Ed è sempre la Sicilia il soggetto più esposto al rischio petrolio. Con i suoi poli di raffinazione petroliferi di Augusta-Priolo, Gela e Milazzo dove ogni anno arrivano quasi 10.000 petroliere che movimentano, in entrata ed in uscita, circa 70 milioni di tonnellate di petrolio. Ma anche perché la gran parte delle 300 petroliere che ogni giorno transitano dal Mare Nostrum continua Legambiente - passano accanto alle coste dell'isola, cariche di grezzo e di rischi di cui i Siciliani ed il governo regionale non sembrano consapevoli. Occorre quindi che questo governo regionale faccia proprie le richieste che vengono dalla comunità e dalle associazioni ambientaliste: l'affermazione che "questo mare è il nostro mare" e la rivendicazione, in forza dello statuto, della titolarità della Regione sul demanio marittimo e sul mare territoriale; l'approntamento di un vero, ponderato ed attuale Piano Energetico ed Ambientale; il divieto di ulteriori ricerche, prospezioni e estrazioni di idrocarburi nel mare territoriale siciliano; l'obbligo per le compagnie - continua Legambiente - che, attualmente, eserciscono le piattaforme nel mare territoriale siciliano, di presentare fidejussioni di importo adeguato a far fronte allo scenario di incidente più grave; la predisposizione e l'approvazione di un piano di dismissione in tempi rapidi delle attività di estrazione in essere con la rimozione delle piattaforme; l'istituzione e la realizzazione di efficaci strutture di sorveglianza e di gestione del rischio nei porti petroliferi e lungo le coste dell'isola; la realizzazione - afferma l'associazione - all'interno di uno dei porti petroliferi della regione di un porto "rifugio" in grado di ospitare e dare la necessaria assistenza alla nave petroliera in fase di collasso, e ciò per evitare quanto poi verificatosi con le navi Haven, Erika e Prestige; la nomina dell'Assessore per il Mare a cui venga assegnato il compito di tutelare coste e mare territoriale", conclude Legambiente.



 Controlli della Finanza, in 223 senza scontrino

Controlli della guardia di finanza, soprattutto nelle località balneari, in materia di scontrini e ricevute fiscali. Sono stati svolti 267 controlli in materia di emissione di scontrini e ricevute fiscali che hanno consentito, nel periodo che va dall'1 al 23 agosto, di constatare, e di conseguenza verbalizzare, 223 mancate emissioni di scontrino o ricevuta fiscale. "Le operazioni di controllo - spiegano le fiamme gialle - oltre che nei luoghi sono state particolarmente mirate negli orari, soprattutto serali e notturni, e concentrate principalmente nei fine settimana. Nei prossimi giorni le attività saranno potenziate per dare riscontro alle numerosissime segnalazioni dei consumatori". La Finanza ricorda che, a partire da 130 euro, gli esercenti irregolari alla quarta mancata emissione subiscono la sanzione accessoria della chiusura temporanea.



 Vittoria, denunciati due rumeni

Due giovani rumeni sono stati denunciati dalla Polizia durante un servizio di controllo. Il primo, un 24enne, aveva un contrassegno assicurativo per l'auto contraffatto: quella polizza non esisteva. Per lui è scattata la denuncia per falsità materiale. L'altro rumeno, un ventenne, invece, era alla guida di un motorino pur non avendo mai conseguito la patente. Era, inoltre, senza casco e senza assicurazione.



 Boom di turisti a Scicli

L'amministrazione comunale tira alcune somme sulla stagione estiva riguardo le presenze turistiche. Un rapido confronto con gli operatori economici del centro storico della città registra un significativo segno più. I turisti sono in sensibile aumento, e, fatto importantissimo, sono in crescita i turisti stranieri. Tutti hanno privilegiato la visita al bellissimo centro storico preferendolo come meta rispetto ai momenti organizzati con spettacoli vari. Da sottolineare il pienone (trecento persone) al dibattito sul paesaggio tra Fabio Granata e Paolo Nifosì che denota l'interesse per la conservazione del nostro territorio. "Qui più che altrove, - dice il sindaco Giovanni Venticinque - vi è un centro storico raggomitolato e raccolto, sostanzialmente preservato e protetto, che accoglie i viaggiatori in maniera materna e rassicurante". Molti gli acquisti immobiliari da parte di forestieri.



 COMUNE DI RAGUSA A RISCHIO IL PAGAMENTO DEGLI STIPENDI

La difficile condizione che da tempo grava sugli Enti locali dell'Isola colpisce adesso anche il Comune di Ragusa che, per la prima volta, rischia di non pagare puntualmente gli stipendi al personale dipendente, di non potere fare fronte agli impegni con i fornitori e di non corrispondere tutte le spettanze per il pagamento dei servizi di igiene pubblica e delle cooperative che svolgono in regime di appalto servizi quali l'assistenza domiciliare agli anziani, il sollevamento idrico e il servizio di fognatura. Per tale motivo il sindaco Nello Dipasquale ha scritto una nota al Prefetto di Ragusa Francesca Cannizzo, inviando la stessa, per conoscenza, anche ai deputati iblei, per chiedere che la Regione effettui le erogazioni spettanti per legge, quasi 13 milioni di euro.



 Rifiuti elettrici ed elettronici

Stipulare un protocollo d'intesa con i comuni di Ispica, Ragusa, Comiso e Monterosso, attuali detentori dei centri di raccolta per i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, nelle more che anche gli altri comuni della provincia si adeguino alla normativa vigente. E' questa una prima soluzione individuata nel corso della conferenza di servizio indetta dall'assessore provinciale al territorio e ambiente Salvo Mallia sulla problematica di questo tipo di rifiuti. "Nel corso dell'incontro - afferma l'assessore Mallia - abbiamo deciso di invitare i quattro Comuni che risultano attualmente in regola a mettere a disposizione le aree anche per quei Comuni che attualmente non sono dotati di tali centri di raccolta, fermo restando che tali Comuni potrebbero anche decidere di stipulare convenzioni con i centri di raccolta privati presenti nel nostro territorio, purché afferenti al centro di coordinamento dei rifiuti di queste apparecchiature". Esaminata anche la questione relativa alla nascita di un consorzio pubblico-privato che porti all'individuazione di un'area di raccolta provinciale. "Ho fatto presente - continua Mallia - che questo Ente è in possesso di un sito che potrebbe essere adibito a centro di raccolta e che permetterebbe all'intero territorio provinciale di beneficiarne".



 La denuncia di Rifondazione: "Così la scuola in Sicilia non può iniziare"

"Le conseguenze dei tagli operati dal duo Tremonti - Gelmini sul corpo già martoriato della scuola siciliana si stanno mostrando, in questi giorni, in tutta la loro devastante evidenza". Così il segretario regionale di Rifondazione Comunista Luca Cangemi che ben descrive il caos degli uffici scolastici. "Gli uffici di tutta la regione, in un clima di confusione indescrivibile, stanno gestendo una situazione assurda ed esplosiva. Centinaia di lavoratori Ata e docenti precari, con decine di anni di servizio, si ritrovano letteralmente sulla strada, numerosi insegnanti di ruolo si ritrovano nell'incerta condizione di soprannumerari. I ritardi nelle operazioni si accumulano, mentre cresce la giusta protesta dei lavoratori e delle lavoratrici che non si vogliono rassegnare all'alternativa tra disoccupazione ed emigrazione. L'impatto di questa situazione sull'inizio delle lezioni, che è ormai vicino, - scrive il segretario regionale di Rifondazione comunista Luca Cangemi - non è al momento prevedibile. Quello che possiamo dire con certezza è che gli istituti di ogni ordine e grado in Sicilia con l'organico a oggi previsto, non sono nelle condizioni di garantire livelli di funzionamento accettabili dal punto di vista didattico ed anche da quello dei servizi essenziali. Anche il rispetto delle più elementari norme (vigilanza, numero di alunni per classe, ecc.) non sarà assicurato. Il direttore dell'ufficio scolastico regionale prenda atto di questa situazione, - scrive Rifondazione Comunista - e dismetta la sua beffarda tranquillità e comunichi pubblicamente al ministero che non è nelle condizioni di assicurare il regolare inizio dell'anno scolastico e che è necessaria una radicale marcia indietro sui tagli. Faccia cioè un gesto analogo a quanto hanno fatto altri responsabili del ministero in aree del paese, tra l'altro, con problemi molto meno gravi di quelli della Sicilia. Per quanto ci riguarda, scrive il segretario regionale di Rifondazione Comunista Luca Cangemi - riaffermiamo l'impegno a una durissima stagione di lotta per difendere la scuola pubblica e le persone che vi lavorano".



 Interventi per i danni causati dalla peronospora

L'assessore allo Sviluppo Economico Enzo Cavallo ha incontrato una delegazione di viticoltori per discutere dei danni causati dalla peronospora della vite e, recependo le loro sollecitazioni, ha scritto all'assessore regionale per le Risorse Agricole e Alimentari Titti Bufardeci per ottenere la modifica del decreto che non prevede l'inclusione del territorio ibleo fra le aree individuate per l'ottenimento degli indennizzi per i danni causati nel 2007 dalla peronospora. Inizialmente i territori dei comuni della provincia (Acate, Chiaramonte Gulfi, Comiso, Ispica e Vittoria) erano stati inseriti regolarmente nel decreto del dirigente, mentre col successivo decreto del 25 luglio 2010 sono stati esclusi. "L'amarezza dei viticoltori - afferma l'assessore provinciale allo Sviluppo Economico Enzo Cavallo - è data dal fatto che i danni subiti dai vigneti erano stati a suo tempo accertati e certificati dallo Ispettorato Agrario provinciale. Si confida nel pronto intervento dell'assessore Bufardeci e nell'interessamento dei parlamentari regionali iblei auspicando la revisione del provvedimento e la concessione degli indennizzi anche ai viticoltori iblei".



 Prosegue la vigilanza della Guardia Costiera nel comparto della pesca

L'attività di vigilanza del personale militare della Guardia Costiera di Pozzallo sulla filiera della pesca è continuata anche nella giornata di lunedì scorso, sia per contrastare la commercializzazione irregolare del prodotto, sia contro la pesca abusiva. Durante una verifica presso le pescherie del Comune di Pozzallo, è stata accertata, presso uno dei venditori sottoposti a controllo, la mancanza di etichettatura dei prodotti esposti per cui il titolare dell'esercizio è stato sanzionato per 1.166 euro per la violazione della normativa specifica a beneficio dell'utenza. Successivamente, nel primo pomeriggio di lunedì 23, nello specchio di mare antistante Capo Scalambri, un mezzo veloce della Guardia Costiera intercettava una imbarcazione, appartenente alla flotta di Scoglitti, intenta a effettuare pesca a strascico in zona non consentita. Anche qui, veniva elevato un verbale amministrativo pari a duemila euro a carico del comandante dell'unità da pesca, più si procedeva al sequestro del pescato, pari a circa venti kg, assieme al sequestro della rete impiegata per la cattura del prodotto ittico.



 Ragusani nel Mondo: entra a pieno regime la macchina organizzativa

Riunioni, incontri, sopralluoghi, stesura della scaletta, montaggio delle schede video per ciascuno dei premiati. Ed ancora falegnami, elettricisti e tecnici al lavoro per la realizzazione delle scenografie e per iniziare a pensare all'allestimento scenico. E' a pieno regime la macchina organizzativa della sedicesima edizione del premio "Ragusani nel mondo" in programma il 4 settembre prossimo alle ore 21 in piazza Libertà a Ragusa. Si corre affinché tutto sia, come sempre, perfetto. Saranno numerosi anche quest'anno gli eventi collaterali oltre alle tante sorprese che riserverà la manifestazione e che saranno rese note nel corso della conferenza stampa di presentazione in programma nei prossimi giorni. Un grande appuntamento, dunque, per celebrare la ragusanità a 360 gradi. E naturalmente lo si farà abbracciando ancora una volta la città di Ragusa e l'ideale città composta dai ragusani sparsi in tutto il mondo. Anche per questo motivo in piazza Libertà ci saranno più di 2000 sedie per consentire la massima fruizione del premio. "E' una scelta positiva che abbiamo già sperimentato lo scorso anno, commenta Sebastiano D'Angelo, direttore dell'Associazione Ragusani nel Mondo, e che abbiamo riconfermato per questa edizione, in modo da consentire la libera fruizione della manifestazione da parte della cittadinanza", sottolinea D'Angelo. Un premio che si realizza, tassello dopo tassello, grazie ai patrocini degli enti pubblico ma anche grazie, e si potrebbe dire soprattutto, agli sponsor privati, aziende del territorio che credono moltissimo in questo evento ormai vera e propria punta di diamante.


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